
Jackie Chan fa da sguattero in una scuola di Kung Fu, un giorno si prende cura di Siu Tien Yuen (il drunken master), il quale gli insegnerà la tecnica del serpente. Ancora una volta il fellone sarà il crudele Jang Lee Hwang, che con il suo stile dell'aquila metterà in ginocchio il maestro, ma Jackie (dopo aver visto un micio prendere ad artigliate un cobra) mischiando lo stile degli artigli di gatto e quello del serpente riesce a dimostrare la superiorità della sua scuola.
Lo stile di Woo-ping Yuen mi gusta assai, qui alla sua prima prova come regista [è stato dietro ai combattimenti di Matrix, Kill Bill e Kung Fu Hustle tanto per farsi un idea del peso del suo nome] è asciutto e veloce, si permette di sottolineare qualche trick e si concede qualche occhiata grottesca, ma per il resto lascia alle arti marziali tutta la visibilità necessaria; ampio spazio al training dell'eroe, combattimenti a ritrecine.
La Comicità raramente si abbandona allo slapstick; grazie alle straordinarie competenze in campo coreografico e artimarzialesco si garantisce una fonte inesauribile di spunti comici (che vanno a volte assumono una vera e propria funzione di skit fra un blocco narrativo e l'altro; sono tutti estremamente datati, ma la performanza è ai livelli massimi e lo sbigottimento assicurato(a esempio vorrei citare la scena di quando il maestro invita Chan a sottrargli la ciotola; per chi avesse avuto il piacere di vederla).
Da notare l'azzeccata collocazione dei combattimenti in campagna e la ricerca delle location, ottima la messa in scena, che seppure pecca di un pittoricismo un po' ingenuo è sempre straordinariamente al servizio dell'arte(marziale). Dignitoso pure l'intreccio.
Una tappa necessaria (per regista e attore) per arrivare a Drunken Master (che è di poco successivo), che sebbene sia notevolmente più cialtrone di questo, trovava un perfetto equilibrio fra le varie macchiette; facendo del maestro mendicante un maestro ubriacone (mitizzandolo) e del povero orfanello sfigato ma buono, il bravoragazzo un po' casinista ma responsabile; che, sebbene non conosca molto il Chan degli anni 80, mi sembra sia il ruolo al quale è rimasto legato.